Tales of Symphonia Remastered – Recensione

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Una remastered abbastanza pigra quella di Tales of Symphonia, ma, ancora una volta, un’operazione che toglie la polvere a uno dei Tales of più appassionanti di sempre.

Sviluppatore / Publisher: Bandai Namco / Bandai Namco Prezzo: 39,99 € Localizzazione: Testi Multiplayer: Assente PEGI: 12 Disponibile su: PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X|S, Switch Data di lancio: Già disponibile

Del nutrito pantheon di titoli che compongono il franchise dei Tales of, ognuno di noi custodisce nel proprio cuore quel capitolo che ama più di tanti altri.




Non nego che, dopo le mie avventure su Tales of Arise, e avendo recuperato poco prima quel Tales of Vesperia qui recensito in versione Definitive Edition, in questi ultimi mesi mi sono fatto coraggio e ho recuperato qualche altro titolo, saggiandone la consistenza narrativa; senza ombra di dubbio tra i miei preferiti rientra anche Tales of Symphonia, motivo in più per riporre buone speranze sulla qualità di questa remastered, ma… andiamo per gradi.

STORIA DI DUE MONDI

Se c’è un elemento che sembra accomunare ogni capitolo di Tales of, come capita anche in Final Fantasy, questo è senza dubbio il conflitto tra due mondi che si ritrovano a collidere, due realtà legate da un vincolo fatale: la salvezza di una sancisce la morte dell’altra. Un equilibrio precario quello di Tales of Symphonia che vede un mondo privo di mana, mentre l’altro ne è stracolmo. Mana che, è meglio ricordarlo, è la principale fonte di vita, una fonte energetica che lega tanto gli esseri umani quanto gli interi mondi, e quando in uno di questi il mana è prossimo alla fine significa che la vitale risorsa sta venendo canalizzata dall’altra parte.

Tales of Symphonia è ancora oggi uno dei capitoli più appassionanti di tutto il franchise dei Tales of

La missione della giovane Colette è proprio quella di trovare l’ago della bilancia, far vivere in armonia tutte le realtà presenti nell’universo, pur andando incontro agli inevitabili snodi di trama che renderanno la sua avventura, come quella del suo compagno Lloyd Irving, più difficile del previsto, giacché come capita spesso in storie di questa natura, il sacrificio come la comprensione di tali gesti saranno stilemi importanti di tutto il tessuto narrativo di Tales of Symphonia.

GALLINA VECCHIA FA BUON BRODO

In qualche modo era inevitabile arrivare all’estrema conclusione che un lavoro di remastered su un progetto datato 2004 non avrebbe potuto apportare chissà quali migliorie. Fossimo entrati nel delicato territorio dei remake avremmo fatto altre considerazioni, ma la realtà, tant’è, ci dice altro. Al netto di un impianto narrativo assolutamente affascinante, ricco di spunti, di tradimenti e colpi di scena appassionanti, le criticità maggiori di Tales of Symphonia Remastered si evincono nella sua riproposizione estremamente – fin troppo? – fedele di uno scheletro e di una grammatica di gioco invecchiati davvero male.

Tales of Symphonia Remastered

Il sistema di combattimento è ancora bello da vedere, ma invecchiato davvero male.

Lo stesso sistema di combattimento che negli anni ha subito notevoli mutamenti oggi potrebbe regalare qualche sensazione tendente alla claustrofobia, con movimenti estremamente limitati mentre ci viene richiesto essenzialmente di premere i relativi tasti per eseguire attacchi base, attacchi speciali e dare vita gli Unison Attack assieme ad un alleato del party. Niente di più, niente di meno.

TALES OF SYMPHONIA REMASTERED: TROVA LE DIFFERENZE

Un altro elemento che, nel bene ma anche nel male, difficilmente passa inosservato è la serie di giuste e puntuali ottimizzazioni estetiche, laddove gli sviluppatori sono andati a ritoccare qualche modello poligonale, piccoli dettagli ora più luminosi e voluminosi, oppure ancora la rivisitazione dei volti e delle capigliature di tutti i personaggi.

Una remastered che presenta un ammodernamento dei modelli poligonali appena puntellati

Quest’ultimo intervento però crea un effetto boomerang forse involontario, un effetto che sa di posticcio e che, osservando il risultato nel complesso, rende praticamente impossibile non notare la differenza tra un modello poligonale ritoccato – e quindi più splendente di altri – a cui è attaccato un elemento poco tratteggiato, quasi offuscato. Insomma: il colpo d’occhio che ci fa notare il lavoro di ammodernamento presente attorno questi dettagli, è lo stesso che ci segnala quanto il risultato sia assolutamente fuori focus, proprio come apparirebbe un quadro storto in una stanza piena di cornici minimali e appese con gusto geometrico.

FETICCI DI EDIZIONE

Complessivamente va detto che l’esperienza offerta dalla remastered risulta comunque più che soddisfacente: la longevità è decisamente alta, decine e decine di ore di storia principale a cui vanno aggiunte le diverse missioni secondarie che, pur non brillando mai per originalità, si rivelano utili a superare di poco il muro delle 40 ore di gioco. Purtroppo un altro piccolo difetto è la prestazione ancorata sui 30fps, che quasi vanno a giustificare l’impossibilità di ammodernare più di un certo limite un titolo che vanta sul groppone quasi venti anni. Vista in quest’ottica anche il prezzo di vendita, di poco superiore al classico prezzo budget, è comunque invitante per recuperare un tassello importante di questo immortale franchise.

Tales of Symphonia Remastered

Quando vi dicevo che lo stacco tra ammodernamento del viso e capelli e quello del corpo appare molto evidente, intendevo proprio questo.

Probabilmente questa non è l’edizione ideale con cui farsi bramare da tutto il pubblico, a prescindere dall’aver già giocato o meno questo specifico capitolo, inoltre niente vieta di recuperare direttamente l’originale. Nonostante ciò, l’operazione remastered di Tales of Symphonia è una piacevole virgola all’interno di una frase già consolidata: con o senza, il valore non cambia. In attesa di ulteriori sviluppi relativi un capitolo principale del franchise dei Tales of, questa remastered senza infamia e senza particolari lodi finisce per andare a rimpolpare la lista di giochi con cui possiamo dedicarsi ai sani recuperi delle opere passate.

In Breve: Tales of Symphonia colma il vuoto di questa remastered per le piattaforme Sony, Microsoft e Nintendo. Il gioco rimane immutato con un paio di accorgimenti estetici ammodernati per l’occasione, ma globalmente si palesa un lavoro sommariamente pigro e privo di qualche inventiva o vera novità. Al netto di ciò, si palesa l’occasione di giocare uno dei migliori capitoli del franchise di Tales of.

Piattaforma di Prova: PS5
Com’è, Come Gira: Sull’ammiraglia Sony si nota il blocco a 30 fps ma anche un’esecuzione pulita, fluida e priva di impedimenti tecnici.

 

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Pro

  • Uno dei migliori Tales of / Longevità assicurata / Narrazione appassionante

Contro

  • Pochi ammodernamenti estetici / Sistema di combattimento non invecchiato bene
7

Buono

Tra un tunnel carpale e l'altro, amo Dwayne "The Rock" Johnson, Independence Day, Destiny e il DC Extended Universe, tutti buoni motivi per farmi odiare.

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