Netflix e quel languorino di gaming mobile – L'Opinione

Netflix? Devo essere sincero: sono sempre stato uno snob in fatto di gaming mobile. Non sono uno che gioca cinque minuti e poi stacca, non mi è mai andato giù il modello free-to-play, con tutte le menate che comporta, e soprattutto ho sempre trovato indigesta e per nulla stimolante la pur sconfinata offerta di software, al netto di esperienze circoscritte di grande qualità (Monument Valley, per essere banale). Devo però ammettere che il modello Netflix mi ha incuriosito fin da subito. Un approccio ibrido, per nulla invadente per chi ha già un abbonamento e si è ritrovato semplicemente la sezione “giochi” nella sua app mobile, così, come fosse un plus, cosa che, come minimo, mette in posizione di ascolto tutti i clienti, pure i meno avvezzi al medium. Un servizio che sta diventando, con la giusta calma e oculatezza, sempre più ricco e convincente.




Un catalogo con un certo numero di hit del panorama indipendente più pop, come Into the Breach, Spiritfarer, Teenage Mutant Ninja Turtles: Shredder’s Revenge, Dead Cells, Death’s Door e Poinpy, con un crescente interesse per le opere più narrative e ricercate, a partire dal neoclassico Kentucky Route Zero, Il capolavoro di Sam Barlow Immortality, Valiant Hearts: Coming Home, Before Your Eyes, Storyteller ma anche i due Oxenfree. Proprio l’acquisto del team di sviluppo di quest’ultima serie, Night School Studio (fondato nel 2014 da esuli di Telltale e Disney Interactive Studios), avvenuto nel 2021, fu abbastanza profetico della direzione che, a mio parere, vuole prendere Netflix in ambito gaming: quella che porta verso le interactive novel.

NETFLIX, OXENFREE E TUTTE COSE

Non è un caso che Oxenfree sia di per sé affine, per tematiche e atmosfere, a serie di successo della piattaforma come Stranger Things e Dark. Un team che scrive da dio, capace di implementare con agilità la stessa scrittura all’interno di strutture di gameplay di facile utilizzo, adatte a tutti e che possono, potenzialmente, essere messe al servizio di nuove IP (anche) in base a quello che è più popolare, a livello televisivo, in un dato momento (senza escludere veri e propri titoli su licenza, visto che si sa che sono già in sviluppo, presso altri studi, giochi dedicati a Rebel Moon e Squid Game). È un po’ l’evoluzione naturale del modello Telltale, la realizzazione del loro “sogno”, perfettamente integrato in un servizio di streaming.

Oxenfree II, benché non sia un’esclusiva, è sicuramente il primo titolo di peso (e che peso) di Netflix come etichetta videoludica.

“Vi è piaciuta questa serie? Questo gioco potrebbe fare al caso tuo!”. Questo accento sulle esperienze narrative è sia logico, per un’azienda come Netflix che ha fatto delle “storie” il suo core business, sia inedito per certi versi, considerato soprattutto dove è sempre andato a parare il mercato mobile. Si nota chiaramente una ricerca e una cura che hanno portato ad avere un catalogo “di genere” assolutamente interessante, soprattutto per chi è incuriosito a provare, con la mente aperta, ritrovandosi in palmo di mano opere straordinarie.

Avere Immortality a portata di smartphone è un lusso.

Certo, la scommessa è rischiosa, per questione di impegno mentale e attenzione che titoli del genere richiedono (banalmente aver voglia di leggere e avere il tempo necessario per sessioni abbastanza lunghe, per “assorbire” il racconto a dovere), e infatti la varietà dell’offerta generale mira a intercettare il pubblico più vario possibile, spingendo poi i più inclini a sperimentare e scoprire quelle che sono le vere perle del catalogo. Netflix sta inoltre testando lo streaming su Smart TV e PC, in un processo tanto naturale quanto graduale di portare i videogiochi proposti su tutti quei dispositivi che fanno girare l’app, aprendosi, di conseguenza, anche ad altri tipi di pubblico e rendendo più fruibili, appunto, i giochi più complessi.

Inutile negarlo, per me Netflix Games è prima di tutto Poinpy, un gioco pericolosissimo per la circolazione delle gambe, in determinati contesti!

Staremo a vedere ma, sinceramente, la calma e la visione che Netflix sta dimostrando nel costruire il suo catalogo videoludico e le mosse fatte finora, mi fanno ben sperare per quello che sembra un percorso virtuoso, concentrato sulla qualità più che sulla quantità, con un accento sulla scena indie e tanta concretezza. Nel frattempo, ho perso il conto delle ore che ho fatto su Poinpy e forse la cosa sta diventando un problema. TUDUM!

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