Trek to Yomi – Recensione

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Con Trek to Yomi, Leonard Menchiari e Flying Wild Hog sfruttano la metafora del viaggio per raccontarci il percorso di Hiroki, samurai che dovrà scegliere come onorare la via della spada, in ogni sua forma.

Sviluppatore / Publisher: Leonard Menchiari, Flying Wild Hog / Devolver Digital Prezzo: 19,99€ Localizzazione: Testi Multiplayer: Assente PEGI: 18 Disponibile Su: PC (Steam, Microsoft Store), PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X|S Data di Lancio: Già disponibile

Eravamo riusciti a fiutarne il potenziale nemmeno un mese fa, quando tra le nostre pagine vi avevamo spiegato, a grandi linee, quello che Leonard Menchiari e Flying Wild Hog erano riusciti a fare con Trek to Yomi. Sebbene ancora non avessimo tutti gli elementi per trarre le dovute conclusioni a riguardo, quello che più ci ispirava di questo titolo action a scorrimento era proprio il suo attaccamento alla narrazione, seguito subitamente da un gameplay essenziale ma non per questo scontato.




Siamo stati in grado di comprendere finalmente lo sviluppo del racconto di Hiroki, nonché la sua evoluzione in termini ludici, elementi che affronteremo tra poco cercando di evitare, come di consueto, ogni possibile spoiler capace di rovinarvi l’esperienza.

EROICO CORAGGIO

Trek to Yomi si concentra interamente sulla figura di Hiroki, un ragazzo che in età adolescenziale viene istruito dal proprio maestro ai sette principi del bushido, la via del guerriero secondo il codice giapponese. La vita del giovane viene però per sempre segnata dall’incontro con un temibile gruppo di banditi, i quali attaccano la città natale dei due uccidendo la maggior parte degli abitanti del loco, incluso il maestro che, in punto di morte, chiede a Hiroki di giurare di proteggere il villaggio e la sua unica figlia sopravvissuta. Questo rapporto a doppio filo tra Hiroki e il suo maestro diventa quasi il punto d’origine del racconto, un punto che finisce poi per far sviluppare una storia in diverse direzioni, grazie alla possibilità di poter scegliere, in alcuni punti prestabiliti, un bivio narrativo.

Trek To Yomi Recensione

Chi sarà questo terribile nemico che dobbiamo affrontare?

L’INSERIMENTO DI FINALI MULTIPLI INCENTIVA LA RIGIOCABILITÀ

Tale espediente offre al giocatore la possibilità di seguire uno tra i percorsi proposti, accedere a tre finali differenti e, contestualmente, comprendere meglio le diverse sfaccettature del background scelto per il protagonista. Ludicamente parlando questo elemento diventa il perfetto espediente per decidere di giocare il titolo più volte, magari affrontando le diverse difficoltà proposte per rendere l’esperienza un pelino più soddisfacente. La modalità Storia è chiaramente la più facile tra le disponibili, ma se volete godervi appieno il titolo, in funzione del gameplay, forse fareste meglio a farvi una prima run a Normale per poi passare subito alla modalità Ronin. Esiste anche una modalità Kensei, one-shot one-kill non solo per gli avversari ma anche per Hiroki. Se questa dovesse essere la vostra scelta, vi consigliamo di armarvi di sana pazienza, perché non sempre i check point saranno generosi con voi. L’ultimo elemento dedicato alla narrazione, da introdurvi senza particolari approfondimenti, riguarda il fatto che il protagonista entrerà nello Yomi, ovvero la “terra dei morti” secondo la mitologia shintoista. Non vi diremo come e perché sarà costretto a farlo: quello toccherà scoprirlo a voi!

DOVERE E LEALTÀ

Sul fronte del gameplay non abbiamo rilevato grosse differenze rispetto a quanto visionato in anteprima: Trek to Yomi si sviluppa sulle due direzioni sfruttando un sistema di combattimento intrigante e non troppo complesso, basato sull’utilizzo di due tipologie di attacchi (leggero, pesante) complementati da un attacco a distanza e una parata. Forse l’elemento più scenico, ma anche quello in grado di permettervi di sopravvivere, si rivela proprio durante l’utilizzo della parata con il giusto tempismo, poiché attiva un contrattacco. Non si tratta di una mossa letale, ma di un elemento di disturbo che nelle fasi più concitate, quelle con più nemici per intenderci, ci permette di controllare l’area dello scontro senza perire al secondo colpo.

Trek To Yomi Recensione

Amico, potrebbe non finire bene per te…

Alcune abilità come combo o altro si sbloccano andando semplicemente avanti nel gioco, mentre altre sono correlate a dei collezionabili nascosti, un elemento che piacevolmente incentiva l’esplorazione anche alla ricerca di proiettili e/o filtri magici in grado di aumentare la nostra barra della vitalità. Per fortuna non esiste alcun tipo di game over, pertanto l’aspetto più importante di Trek to Yomi resta semplicemente quello di concentrarsi sullo scenario e sui combattimenti, ricercando in ogni area uno dei tanti santuari presenti al fine di creare un check-point da cui ripartire in caso di morte. A livello normale inizialmente sembra tutto molto facile, poi andando avanti le diverse categorie di nemici migliorano il loro moveset, mettendo in difficoltà il protagonista, senza tuttavia impensierirlo mai troppo. La modalità Ronin aumenta il danno dei nemici, e diminuisce la finestra di lancio del contrattacco, fattore che ci ha spinto più volte a usare anche le armi a distanza (seppur disonorevoli!).

Trek To Yomi Recensione

Lo Yomi nasconde enigmi e difficoltà. Guardarsi attorno è una buona idea.

OTTIMO IL FEEDBACK DEGLI SCONTRI, PECCATO PER UNA VARIETÀ NON ECCELSA

Il feedback di molti scontri si rivela piuttosto soddisfacente, soprattutto contro nemici corazzati e quelli “incorporei”, perché spesso bisogna decidere quando e come attaccare, senza optare per inutili scelte rabbiose che finiscono soltanto per consumare il nostro vigore, ed esporci così agli attacchi dei nostri avversari. Avremmo certamente gradito una maggiore diversificazione per le tipologie di nemici, se non altro perché dopo poco si finisce per impararne le mosse e prevederne quasi ogni colpo. Chiaramente non si è infallibili, ma un po’ rovina l’esperienza se ci si fa caso. La grafica del gioco sfrutta quella palettatura in scala di grigi davvero intrigante, un elemento scenico di effetto che accompagna un level-design per nulla scontato, in grado di ricreare intriganti scenografie che lasceranno sicuramente il segno grazie alla loro realizzazione. Da menzionare, anche se purtroppo dimenticabile, la presenza di alcuni enigmi ambientali di facile risoluzione, inseriti forse per diversificare il gameplay ma senza troppo successo.

In Breve: Trek to Yomi si è assicurato un piccolo posto nel panorama dei prodotti videoludici sui generis, sicuramente per via della sua storia abilmente messa in scena dagli sviluppatori dall’inizio alla fine dell’opera. Probabilmente si poteva fare qualche sforzo in più al fine di aggiungere varietà all’esperienza, soprattutto in termini di nemici e ambientazione, ma oltre a questo parliamo di un titolo godibile e divertente da giocare.

Piattaforma di Prova: PC
Configurazione di Prova: I7-11800H, 16GB RAM, GEFORCE RTX 3060, SSD
Com’è, Come Gira: Abbiamo provato il titolo al massimo delle sue specifiche, senza riscontrare il minimo problema di lag sia per grafica che per framerate (144 frame al secondo su monitor Full HD a 360hz).

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Pro

  • Il Giappone feudale fa sempre effetto / Bellissime le inquadrature in bianco e nero / Tanta scena ma…

Contro

  • …un po’ ripetitivo nell’esposizione / Qualche enigma ambientale extra sarebbe stato gradito.
8.2

Più che buono

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